
Quando si assume una badante o un assistente familiare per un genitore o un familiare non autosufficiente, una delle prime domande è se si può avere una detrazione badante nel 730.
“Posso recuperare qualcosa nel modello 730?”
La risposta è sì. In Italia esistono due agevolazioni fiscali diverse, spesso confuse tra loro:
- la deduzione dei contributi previdenziali;
- la detrazione delle spese per assistenza personale.
Vediamo cosa significa concretamente.
Deduzione contributi badante: cosa significa
I contributi previdenziali versati all’INPS per collaboratori domestici (badanti, colf, assistenti familiari) sono deducibili dal reddito complessivo.
Significa che riducono direttamente il reddito imponibile su cui vengono calcolate le tasse.
Scopriamo quindi in cosa consiste praticamente la detrazione badante nel 730.
Quanto si può dedurre
La normativa prevede la deducibilità fino a:
1.549,37 euro all’anno.
Se i contributi versati sono superiori, la parte eccedente non può essere dedotta.
Chi può usufruirne
Può dedurre:
- chi assume regolarmente la badante;
- chi risulta datore di lavoro domestico.
Non è necessario che l’assistito sia fiscalmente a carico.
Dove inserirli nel 730
Nel modello 730 devono essere indicati nel quadro degli oneri deducibili relativo ai contributi per addetti ai servizi domestici e familiari.
Servono:
- ricevute INPS;
- bollettini pagamento contributi.
Detrazione assistenza persone non autosufficienti (19%)
Oltre alla deduzione contributi, esiste anche una detrazione fiscale del 19% sulle spese di assistenza personale.
Questa riguarda le persone non autosufficienti.
Chi è considerato non autosufficiente
Secondo la normativa fiscale, una persona è non autosufficiente quando ha difficoltà a svolgere attività quotidiane come:
- alimentarsi;
- vestirsi;
- muoversi;
- igiene personale.
Serve generalmente certificazione medica.
Quanto si può detrarre
La detrazione è pari al 19% su una spesa massima di 2.100 euro.
Il recupero massimo è quindi di circa 399 euro l’anno.
Attenzione al reddito
La detrazione è riconosciuta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro annui.
Se supera questa soglia, la detrazione non spetta.
Chi può richiederla
Può farlo:
- la persona assistita;
- oppure un familiare che sostiene la spesa.
Anche se l’anziano non è fiscalmente a carico.
Quali documenti servono
È importante conservare:
- contratto regolare della badante;
- ricevute pagamento stipendio;
- versamenti contributivi INPS;
- certificazione medica di non autosufficienza (per la detrazione).
I pagamenti tracciabili sono sempre consigliati.
Errori comuni da evitare
Molti pensano che tutta la spesa della badante sia scaricabile.
Non è così.
Sono agevolabili solo:
- i contributi entro il limite previsto;
- oppure le spese di assistenza nei limiti della detrazione.
Domande frequenti
Posso detrarre una badante pagata in contanti?
È sempre consigliato utilizzare metodi tracciabili. Inoltre l’assunzione deve essere regolare per beneficiare delle agevolazioni fiscali.
Posso usufruire sia della deduzione che della detrazione?
Sì. Sono due benefici diversi e possono coesistere se rispettati i requisiti previsti dalla normativa.
Conclusione
Assumere una badante regolarmente non significa solo garantire assistenza qualificata a un familiare fragile, ma permette anche di accedere a importanti agevolazioni fiscali.
Per evitare errori nella compilazione del modello 730 è sempre utile confrontarsi con CAF o commercialista.
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