
Negli ultimi anni stanno emergendo modelli innovativi di assistenza e inclusione per le persone affette da demenza, che superano la concezione tradizionale della cura sanitaria. L’obiettivo comune è migliorare la qualità della vita, promuovendo autonomia, partecipazione sociale e dignità, attraverso spazi e attività che valorizzino le capacità residue delle persone.
Queste novità dal mondo mostrano come sia possibile conciliare cura, comunità e partecipazione attiva, creando contesti più umani e inclusivi.
Carpe Diem Dementia Village: vivere la demenza in libertà
Il Carpe Diem Dementia Village rappresenta uno dei modelli più avanzati di questo approccio. Non è una struttura ospedaliera tradizionale, ma un vero e proprio villaggio progettato per offrire sicurezza, autonomia e stimoli quotidiani.
Strade, abitazioni, piazze e spazi comuni riproducono un ambiente familiare, dove gli ospiti possono muoversi liberamente, mantenere abitudini quotidiane e partecipare a attività significative. L’architettura e la disposizione degli spazi diventano strumenti terapeutici, contribuendo a ridurre stress, disorientamento e isolamento.
Un’esperienza simile in Giappone: lavoro e inclusione
Parallelamente, in alcune realtà del mondo, le persone con demenza partecipano attivamente alla vita sociale anche in contesti pubblici e lavorativi. Ad esempio, in Giappone è stato sperimentato un ristorante dove gli ordini vengono presi da anziani con demenza.
Qui gli eventuali errori non sono considerati problemi, ma parte naturale dell’esperienza. I clienti, informati e consapevoli, vivono l’esperienza con pazienza e comprensione, creando un clima di empatia e inclusione.
Questo esempio dimostra come la società possa adattarsi alla realtà delle persone con demenza, offrendo loro opportunità di partecipazione attiva e visibilità, senza escluderle a causa delle difficoltà cognitive.
Dalla cura all’inclusione: un filo comune
Il filo conduttore tra il Carpe Diem Dementia Village e l’esperienza giapponese è lo stesso: non isolare le persone con demenza, ma favorire la loro partecipazione alla vita quotidiana.
Questi approcci permettono di:
- ridurre l’isolamento sociale
- preservare le capacità residue
- migliorare il benessere emotivo
- favorire relazioni autentiche
In entrambi i casi, la persona non viene definita dalla malattia, ma dalla possibilità di vivere esperienze, contribuire alla comunità e sentirsi valorizzata.
Progettare spazi e contesti inclusivi
Un altro elemento chiave è l’ambiente. Nel villaggio, così come nei luoghi pubblici inclusivi, gli spazi sono progettati per essere intuitivi, familiari e facilmente percorribili, riducendo ansia e disorientamento.
Allo stesso modo, contesti sociali come il ristorante mostrano che anche ambienti non residenziali possono essere adattati con sensibilità, permettendo alle persone con demenza di esprimersi e partecipare attivamente.
Un modello per il futuro
L’invecchiamento della popolazione rende urgente ripensare i modelli di assistenza. Le novità dal mondo indicano una direzione chiara: integrare cura, comunità e partecipazione sociale per promuovere benessere e dignità.
Il Carpe Diem Dementia Village e iniziative come quella giapponese mostrano che la demenza non deve escludere le persone dalla vita, ma può diventare un’occasione per creare contesti più inclusivi, empatici e consapevoli.
Conclusione
Le esperienze internazionali confermano che inclusione, partecipazione e dignità sono possibili anche in presenza di demenza. Che si tratti di un villaggio terapeutico o di ambienti pubblici adattati, il messaggio è chiaro: le persone con demenza possono continuare a essere parte attiva della comunità, vivendo la quotidianità con autonomia, sicurezza e rispetto.
Noi di Assistenza Anziani Felici siamo sempre aggiornati sulle novità dal mondo, per garantire costantemente il servizio migliore possibile a tutti i nostri assistiti.


































































































